Il nonno mandrillone

D’accordo, sappiamo benissimo che con un titolo come Il nonno mandrillone i protagonisti si sarebbero inevitabilmente dati alla copula. Però un po’ di esitazione di fronte  al tabù dell’incesto non avrebbe fatto male all’atmosfera. Invece il nonnastro si fionda nella dimora della nipote, le piazza tra le mani un orrido e gigantesco peluchone e dopo pochi istanti già passa alle proposte indecenti. Nonostante l’accento da cortina di ferro, la ragazza sfoggia l’italianissimo nome di Veronica Belli. L’integrazione dei popoli dell’Est europeo nel tessuto sociale del Belpaese passa anche attraverso il porno.

Pino Di Maio in love

Con il ritorno di Trashopolis torna anche Pino Di Maio, il popolare chansonnier-regista-presentatore-tuttofare di Marcianise che da un anno a questa parte rappresenta uno dei pilastri del nostro sito. In questo video del 1996 il nostro eroe, accompagnato da tale Patty, è ospite di Simpaticamente insieme, programma della beneventana Tele Kappa. La canzone si intitola Due ragazzi in amore ed è una sorta di rilettura del Tempo delle mele made in Varcaturo. Se qualcuno avesse da ridire sull’età dell’artista, gli ricordiamo che anche Leslie Howard interpretò il ruolo di Romeo a 41 anni.

VISITA IL SITO DI PINO DI MAIO!

La notte dei Gennari viventi

Riprendiamo ad aggiornare Trashopolis dopo una lunga, lunghissima pausa, incuranti del fatto che molti dei nostri sostenitori si sono dati fuoco sulla pubblica piazza per protestare contro l’astinenza trashopolitana. Le danze si riaprono con una pregiatissima clip del Sommo Veggente Gennaro D’Auria. E’ il 1994 e il Maestro, dagli studi di Telegolfo, accantona per un po’ il mestiere di cartomante per improvvisarsi critico cinematografico. Eccolo perciò commentare l’horror di Lucio Fulci Paura nella città dei morti viventi, rinominato per un lapsus La notte dei morti viventi come il capolavoro di George Romero. Un personaggio di culto come il Gennarone che commenta in modo impareggiabile un film di culto: c’era forse un modo migliore per ripartire? Video pubblicato anche sul nostro blog fratello Gennarodauriaveggente.

P.S.: La veste grafica del blog è ancora provvisoria, e per qualche settimana non garantiamo aggiornamenti quotidiani. Comunque, come cantava Mina prima di conoscere Malgioglio, l’importante è iniziare.

Zio Peppe e la censura a Trashopolis

Ormai è quasi tutto pronto, grazie anche agli amici di mns.it che hanno spostato Trashopolis su un dominio tutto nostro. Fidatevi di loro, sono dei webmaster impareggiabili ed economici.
Vi diamo appuntamento a settembre e vi salutiamo con una buona notizia: Zio Peppe sta molto meglio. E ha voluto dire la sua sulla censura al nostro sito.

A presto.

CENSURA, ADDIO!

Stiamo tornando…

Siamo in attesa di riprendere le trasmissioni. Ci scusiamo per il disturbo arrecatovi.

Elementi di pedagogia generale

Franco Schettino e l’ Esame di Scopillo, ovvero come rimpiazzere metodologie logorate (la lezione frontale) e contenuti astrusi (le tabelline) con una strategia didattica che metta l’allievo al centro dell’azione educativa e lo spinga a cimentarsi con problematiche legate al proprio vissuto, ribadendo altresì l’importanza del rapporto scuola-territorio (“puortame na’ gallina e te faccio passà“).

Gennaro D’Auria e gli acciacchi di Rosaria

Consulto-capolavoro del Sommo Veggente Gennaro D’Auria, risalente ai primi anni novanta di Teletorre. Disturbato dalle interferenze della SIP, il giovane Maestro parte un po’ in sordina e non riesce a trattenere le risate quando ascolta la voce automatica della centralinista. Gennaro scruta poi nella salute della sua assistita Rosaria, scoprendo una serie di acciacchi degni del profeta Geremia. Rosaria presenta una cartella clinica da incubo: un occhio infiammato, un orecchio otturato, un esaurimento nervoso, un principio di sciatica, un piede incarnito, un callo penetrante, dolori al cuore, problemi alle tonsille, stati febbrili, pressione a trentacinque, qualcosa che non funziona nell’atto circolatorio, scricchiolii al ginocchio, tiramenti allo stomaco, capelli e denti che cascano, un neo dietro al sedere che si è ingrossato, sangue nell’urina e un’infiammazione vicino alla mammella. Il disagio di Rosaria è estremo e la sventurata “si sente come se qualcuno le farebbe l’amore addosso a lei“. Il Veggente invita la ragazza in televisione per controllarla “pezzo per pezzo, unghia per unghia e dente per dente“, dopodiché la congeda in modo rapido. Da notare comunque l’estrema correttezza del Gennarone, che non pronuncia alcuna diagnosi e non intende in alcun modo sostituirsi ai medici: si limita semplicemente a descrivere i sintomi del malessere di Rosaria, ed è la stessa Rosaria a confermarli punto per punto. Dieci e lode. Questo video è pubblicato in contemporanea sul sito Gennaro D’Auria Veggente.

I SITI UFFICIALI DI GENNARO D’AURIA:
Gennaro D’Auria VeggenteRcsnetworkRadio Camaldoli StereoLa pagina Facebook- I 22 Blog

Zio Peppe e il mistero della sua esistenza

Ai tempi delle dirette di Napoletanissima capitava spesso che i fan di Don Peppe Sorrentino si appostassero sotto gli studi di Radio Jolly, in Via Leonardo Bianchi, per incontrare il loro idolo alla fine delle trasmissioni. Schivo e riservato oltre ogni misura, Zio Peppe riusciva sempre a eludere gli agguati dei suoi estimatori. L’unico modo per conoscerlo di persona era quello di versare una quota di centosessantamila lire: metà dei soldi andava al vecchietto, l’altra metà alla radio, che sopravviveva grazie alle donazioni dei soci sostenitori. Molti sono i jollysti che, dopo il versamento, ebbero l’occasione di constatare la reale esistenza dell’anziano deejay. Nel video di oggi, invece, Zio Peppe si scaglia contro lo scetticismo dell’ascoltatrice Filomena da Giugliano, una signora che – pur non avendo versato la quota – ritiene che il vegliardo sia uno spirito. Incazzato nero, Zio Peppe invita chiunque voglia incontrarlo a cacciare i soldi e si scaglia contro Filomena definendola surlacchina, zarlara e sustraiola. Ignoriamo il significato di questi tre neologismi ziopeppici, ma crediamo che lo Stilnovo c’entri poco. Audio e fotoritocchi mondiali di Mauro Nicastro.

Famiglie, io vi odio! Focolari chiusi, porte serrate; geloso possesso della felicità!

Depravazioni di normali famiglie italiane, opera giovanile del maestro dell’antiporno Roy Parsifal. La maturità artistica non è ancora pienamente raggiunta (piuttosto insopportabile risulta la musica di accompagnamento in stile soap opera, di sicuro imposta dalla produzione), ma l’intento parsifaliano di trasfigurare l’hardcore nella critica sociale è già evidentissimo. Nella figura della donna matura Parsifal riesce a fondere due archetipi autoritari: quello della madre e quello del capufficio. Il giovane, che ha deciso di lavorare nell’azienda di famiglia per sfuggire al precariato, deve pertanto confrontarsi sia con il tabù dell’incesto che con il dramma delle molestie sul lavoro. Con una geniale scelta di regia, Parsifal evoca anche i fantasmi dell’educazione scolastica, simboleggiati dalla cartina geografica appesa nell’ufficio della donna. Un ufficio che tra l’altro non somiglia tanto a un ufficio, quanto alla biblioteca di una casa medio-borghese (che l’autore allude alla prepotenza della cultura ufficiale?). Certo, l’autore è ancora nella sua fase anarco-marxista, che con il tempo diverrà il disperato nichilismo della tetralogia delle mamme incestuose; ma chi vuole comprendere fino in fondo capolavori come La lezione di mamma non può esimersi dalla visione di questo film.